Quando parlo de La bambina senza cuore –  e in queste settimane mi capita molto spesso  -  la prima parola che dico, scuotendo la testa, quasi incredula, è speciale. Non per qualche strana forma di egocentrismo. Io dico che questa fiaba/romanzo è speciale perché apre la strada a un nuovo modo di fare libri. É originale nella sua concezione di prodotto artistico gratuito, tanto per cominciare. Ma la vera particolarità è nel suo confezionamento, che la vede al centro di una serie di soluzioni multimediali per me del tutto nuove.

Se ripenso al percorso di Lola da quando è uscita dalla mia penna a oggi, non posso non credere che un destino stupendo le abbia sempre arriso, a dispetto delle mie scelte. Anche quando, scaduto il primo contratto di pubblicazione, per rendere giustizia a una storia che reputo valida, ne riscrissi una nuova versione da presentare al Contest di Fazi, costringendo in centomila battute una storia da almeno il doppio, e persi. Ho perso molto spesso nella mia vita. Questa volta, però, sarà perché Lola aveva un destino, sarà perché la fortuna è un animale bizzarro, sì persi il Contest, ma quello che vinsi potete ammirarlo tutti, oggi.

Io scrivo articoli e recensioni per Speechless Magazine e credetemi, per una come me, che ama le cose fatte per bene, l’arte e la bella letteratura, è un vero vanto. Un fiore all’occhiello che sta tanto bene accanto alla mia stilografica. Quella preziosa, che mio fratello mi ha regalato, ormai molti anni fa, per firmare la prima copia di Lola che vide la luce.  Tra circa un mese, dunque, dopo tanto tempo, Lola tornerà in pasto ai lettori. Questo è il destino di ogni storia, e dirvi che sono felice è riduttivo e anche stupido. Tutti gli insuccessi che ho collezionato in questi anni mi hanno resa coriacea, poco incline ai facili entusiasmi e disillusa. Non mi biasimo per le scelte fatte. Sono sempre stata capace di intendere e di volere. Due cose però, in me, nonostante tutto non sono mutate: la libertà di scegliere, sempre, la mia strada e quella della robaccia che scrivo, e la capacità di mettermi in gioco, in discussione, continuamente e con scanzonata ironia.

Scrivere è la gioia più grande che la vita mi ha dato. Per me è un gioco. Mi diverto e mi piace pensare all’immagine che danno di me le mie storie. Quando ci penso, rido da sola. Non mi prendo sul serio e questo aspetto di me spesso cozza contro l’insopportabile pignoleria che mi contraddistingue quando sono alle prese con un testo scritto. Lì divento un mostro. Comunque, alla fine della scorsa estate, mentre mi aggiudicavo il posto in finale nel Torneo IoScrittore e vincevo la pubblicazione in ebook del testo in gara, venivo contemporaneamente arruolata da Alessandra Zengo, che aveva letto e apprezzato l’incipit di Lola, mandato al famoso contest di cui sopra.

Oggi la vecchia fiaba e la sua seconda versione si sono fuse in una terza riscrittura che vede il testo quasi quadruplicato, curato, approfondito e amato come non mai da me e da Alessandra, che con la concentrazione di due ricamatrici miniaturiste, stiamo lavorando su ogni singola parola. Artigianato letterario. Tre mesi ormai che lavoriamo senza soste sul testo, coadiuvate dagli altri del Team per ogni sorta di leccornia libraria dedicata a Lola.

Felice, io? È dire poco, davvero. Lavorare a questo progetto mi ha definitivamente incollato addosso l’abito da narratrice che sognavo da bambina. Non dimenticherò mai questi giorni e l’impegno di persone meravigliose per una cosa scritta da me. Ora, finalmente comprendo le frasi di gratitudine degli scrittori nei loro ringraziamenti, quando si sciorinano in favore di una piccola schiera di nomi e cognomi per l’attenzione ricevuta, per le riletture attente, per le sedute di riscrittura, per la pazienza dimostrata. Ora capisco tutto questo, lo vivo! Pur non essendo io una scrittrice – non mi sento tale se penso a Dickens e compagnia bella – ma solo una che ci prova e che lo fa per puro amore delle parole. Sono anche grafomane, infatti. (Ma la mia editrice direbbe maniaca). La cosa buffa è che fino a un’ora fa credevo di non avere nulla da dire. Concludo dichiarando che con ogni probabilità, quando tutto questo sarà finito, mi ritroverò in una clinica di riabilitazione mentale, per depressione post “i tre mesi più gonfi di bellezza che io ricordi”.

La Bambina senza Cuore è il primo romanzo di nuova ideazione prodotto dalla Speechless Books.

la-bambina-senza-cuore-cover300

 

 

Titolo: La bambina senza cuore
Autore: Emanuela Valentini
Editore: Speechless Books
Versione: Digitale (pdf, epub, mobi, epub3)
Pagine: 282
Prezzo: 0.00 €
Download: scarica il romanzo
Trama: Whisperwood, 1890. Lola, dodici anni, si risveglia nella buca di neve in cui è stata sepolta. Non ricorda nulla. Sul suo petto una ferita aperta, testimone di un gesto efferato. Whisperwood, 1990. La vita di Nathan, quattordici anni, cambia la sera in cui decide di infrangere il coprifuoco che vige a Whisperwood. L’incontro con Lola, la pallida fanciulla che abita in un cimitero in rovina con un angelo di marmo, un gargoyle e un poeta dall’animo inquieto, sconvolgerà la sua esistenza per sempre. Un viaggio a ritroso nelle pieghe del tempo. Un’antica maledizione. Un tortuoso percorso verso la verità. Romanzo d’esordio della collana Speechless Books, La bambina senza cuore di Emanuela Valentini segna l’affacciarsi nel panorama della narrativa fantastica di un progetto multimediale nato per essere ascoltato oltre che letto, impreziosito dalle illustrazioni di Giampiero Wallnofer, dalla grafica di Petra Zari e dalla voce di Cristina Caparrelli.